dimanche 11 janvier 2026

Come fare la zuppa di castagne e ceci

 

 ricetta tradizionale, storia e segreti

Introduzione: una zuppa che racconta l’autunno

La zuppa di castagne e ceci è uno di quei piatti che parlano sottovoce, ma con profondità. Non è una ricetta appariscente, non cerca stupore immediato, ma conquista lentamente, cucchiaio dopo cucchiaio. È un piatto che profuma di bosco, di terra umida, di legna che arde nel camino. Nasce dalla cucina povera, quella che sapeva trasformare pochi ingredienti semplici in qualcosa di nutriente, caldo e confortante.

In molte zone d’Italia – soprattutto nell’Appennino, in Toscana, in Umbria, in Liguria e in alcune aree del Sud – castagne e ceci rappresentavano una risorsa fondamentale nei mesi freddi. Le castagne erano il “pane dei poveri”, i ceci la principale fonte proteica. Uniti in una zuppa, diventano un pasto completo, equilibrato e sorprendentemente ricco di gusto.

Questa ricetta non è solo un modo per cucinare, ma un gesto di memoria e rispetto verso una tradizione antica.


Gli ingredienti: pochi, essenziali, veri

Ingredienti principali (per 4 persone)

  • 300 g di ceci secchi (oppure 500 g di ceci già cotti)

  • 300 g di castagne fresche
    (oppure 200 g di castagne secche o 250 g di castagne già lessate)

  • 1 cipolla dorata media

  • 1 spicchio d’aglio

  • 2–3 cucchiai di olio extravergine d’oliva

  • 1 rametto di rosmarino

  • 1 foglia di alloro

  • Sale q.b.

  • Pepe nero macinato fresco q.b.

  • Brodo vegetale o acqua calda q.b.

Ingredienti facoltativi (per personalizzare)

  • Sedano e carota per un soffritto più ricco

  • Peperoncino per una nota piccante

  • Pancetta o lardo (per una versione non vegetariana)

  • Crostini di pane casereccio

  • Un filo di olio a crudo o olio aromatizzato al rosmarino


La scelta degli ingredienti: perché è fondamentale

I ceci

Se possibile, scegli ceci secchi di qualità, magari da agricoltura locale. I ceci piccoli tendono ad avere una buccia più sottile e una consistenza più cremosa dopo la cottura. Devono essere messi in ammollo per almeno 12 ore, meglio se 24, cambiando l’acqua una volta.

Le castagne

Le castagne fresche sono ideali in autunno. Devono essere sane, senza muffe o fori. Le castagne secche, invece, regalano un sapore più intenso e rustico, ma richiedono tempi di ammollo più lunghi.

Ogni tipo di castagna darà alla zuppa una personalità diversa:

  • fresche → più dolci e delicate

  • secche → più profonde e decise

  • precotte → pratiche, ma leggermente meno aromatiche


Preparazioni preliminari

Ammollo dei ceci

  1. Sciacqua i ceci sotto acqua corrente.

  2. Mettili in una ciotola capiente con abbondante acqua fredda.

  3. Lasciali in ammollo per 12–24 ore.

  4. Scolali, sciacquali di nuovo e tienili pronti per la cottura.

Consiglio: aggiungere un pizzico di bicarbonato durante l’ammollo può aiutare ad ammorbidire la buccia, ma va usato con moderazione.


Preparare le castagne fresche

  1. Incidi le castagne con un taglio orizzontale.

  2. Lessale in acqua per circa 20–25 minuti.

  3. Scolale e sbucciale ancora calde, eliminando anche la pellicina interna.

Se usi castagne secche, mettile in ammollo per almeno 24 ore e poi lessale per circa 40–50 minuti.


La cottura dei ceci

Metti i ceci in una pentola capiente, coprili con acqua fredda non salata e porta a ebollizione. Abbassa la fiamma e cuoci lentamente per 1,5–2 ore, finché risultano teneri.

Importante: il sale va aggiunto solo a fine cottura per evitare che i ceci induriscano.


La base della zuppa: il soffritto

In una casseruola capiente:

  1. Versa l’olio extravergine d’oliva.

  2. Aggiungi la cipolla tritata finemente.

  3. Unisci lo spicchio d’aglio schiacciato.

  4. Fai soffriggere a fuoco dolce, senza fretta, finché la cipolla diventa trasparente e dolce.

Se desideri, puoi aggiungere sedano e carota per una base più aromatica.


Unire ceci e castagne

Quando il soffritto è pronto:

  1. Aggiungi i ceci cotti.

  2. Unisci le castagne spezzettate grossolanamente.

  3. Mescola delicatamente per far insaporire.

  4. Aggiungi il rosmarino e l’alloro.

Copri il tutto con brodo caldo o acqua calda fino a superare di circa 2–3 cm gli ingredienti.


La lenta cottura: il segreto del sapore

Lascia cuocere la zuppa a fuoco basso per almeno 30–40 minuti. Questo tempo permette ai sapori di fondersi, alle castagne di sciogliersi parzialmente e ai ceci di rilasciare la loro cremosità.

Mescola di tanto in tanto, facendo attenzione che non si attacchi al fondo.


La consistenza perfetta

La zuppa di castagne e ceci non deve essere né troppo liquida né troppo densa. A fine cottura puoi:

  • Frullare una parte della zuppa con un frullatore a immersione

  • Lasciare il resto con ceci e castagne interi

Questo contrasto rende il piatto più interessante e avvolgente.


Regolare il sapore

Solo ora:

  • aggiusta di sale

  • aggiungi pepe nero macinato fresco

  • elimina rosmarino e alloro

Assaggia e, se necessario, aggiungi un filo d’olio extravergine a crudo.


Come servire la zuppa

Servi la zuppa ben calda, preferibilmente in scodelle di terracotta o ceramica rustica.

Completa con:

  • crostini di pane tostato

  • un filo di olio extravergine d’oliva

  • una spolverata di pepe o rosmarino tritato


Varianti regionali

Versione toscana

Con salvia, olio robusto e pane sciapo.

Versione ligure

Con maggiorana e un filo d’olio delicato.

Versione contadina

Con pancetta rosolata all’inizio del soffritto.


Valori nutrizionali

La zuppa di castagne e ceci è:

  • ricca di fibre

  • fonte di proteine vegetali

  • energetica ma equilibrata

  • naturalmente senza glutine (se accompagnata senza pane)

È perfetta per:

  • diete vegetariane e vegane

  • pasti invernali sostanziosi

  • chi cerca comfort food sani


Conservazione

La zuppa si conserva in frigorifero per 2–3 giorni. Il giorno dopo è spesso ancora più buona, perché i sapori maturano.

Può essere anche congelata in porzioni.


Conclusione

La zuppa di castagne e ceci non è solo una ricetta: è un ritorno alla lentezza, alla stagionalità, al rispetto degli ingredienti. Prepararla significa prendersi tempo, ascoltare il profumo che sale dalla pentola, assaggiare, aggiustare, aspettare.

È un piatto che scalda il corpo e calma la mente, che racconta una storia antica fatta di boschi, campi e cucine semplici.

0 commentaires:

Enregistrer un commentaire